​Terme all’estero? Un’ottima idea di viaggio, meglio se padroneggiando (pochi) termini utili

Sono oltre tre milioni le persone che ogni anno scelgono di andare in vacanza alle terme , secondo FederTerme: un bagno nell’acqua termale, per non parlare di un percorso tra piscine termali riscaldate a diverse temperature, può avere del resto moltissimi benefici per il corpo e per la mente, senza considerare che ci sono stabilimenti in cui è possibile effettuare vere e proprie cure termali. A volte si tratta di stabilimenti situati all’estero in paesi, come la Svizzera per esempio, che hanno una lunga tradizione nel campo: il turismo termale rappresenta, non a caso, una fetta da sempre consistente dei flussi di viaggiatori e non stupisce in questo senso neanche che, nonostante l’ampia disponibilità di località termali nel territorio nazionale, molti italiani scelgano di prenotare le terme all’estero, provando a combinare relax, divertimento e scoperte artistico-culturali.

A uso e consumo degli ultimi ecco, allora, un piccolo bignami di termini utili da conoscere quando si va alle terme all’estero. Per quanto le Terme Romane di Bath in Inghilterra, le Terme di Gellert a Budapest o i Bagni Arabi a Granada siano diventati nel tempo delle vere e proprie mete turistiche e accolgano ogni anno centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo, non è detto infatti che si riesca sempre a trovare nello staff qualcuno in grado di parlare l’italiano e che sappia dare tutte le informazioni di cui si ha bisogno. Meglio imparare l’inglese online , almeno le basi, o rispolverare le proprie conoscenze pregresse prima di partire in modo da avere in tasca un vero e proprio passe partout per ogni evenienza.

Vocabolario minimo per sopravvivere alle terme all’estero

Appena arrivati alle terme, del resto, si potrebbe aver bisogno di chiedere quanto costa il daily ticket, ossia il biglietto per l’intera giornata, o se ci siano child reduction, cioè riduzioni per i bambini al di sotto di una certa età o di una certa altezza come avviene spesso anche in piscina e negli impianti sportivi. Prima di poter finalmente entrare nelle piscine termali, se si ha bisogno di cambiarsi, potrebbero servire indicazioni per raggiungere il changing room , lo spogliatoio. Qui slippers (pantofole), towel (asciugamano) e bathrobe (accappatoio) potrebbero far parte del necessario richiesto agli utenti o, se si è acquistato un pacchetto lusso, fornito loro dalla direzione, insieme alla swimming cap (cuffia da piscina), ormai obbligatoria quasi ovunque per questioni igieniche.

Un po’ di familiarità con l’inglese potrebbe aiutare anche a scegliere il percorso termale che fa più al caso proprio. Molti stabilimenti hanno, infatti, saltwater pool (piscine di acqua salata) oltre alle tradizionali piscine termali o permettono ai propri ospiti di rilassarsi all’interno di hot tub (vasche idromassaggio). Il catalogo di massaggi e trattamenti di bellezza, soprattutto, può abbondare di alternative tra cui, se non si parla altra lingua oltre all’italiano, potrebbe essere letteralmente impossibile scegliere: un hot stone massage, ossia un massaggio con le pietre calde, è molto diverso infatti da uno swedish massage, un massaggio svedese, o ancora da un deep tissue massage , ovvero un massaggio ai tessuti profondi, così come si può prenotare un mud bath (un bagno di fango) o un milk and honey bath (bagno di latte e miele) e in un caso o nell’altro saranno diversi i benefici per la pelle. Gli esempi potrebbero continuare ancora a lungo. 

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